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L’ACQUA E’ UN BENE PREZIOSO

 

IDEE E PROPOSTE PER UN SERVIZIO IDRICO PUBBLICO, EFFICIENTE E DI QUALITA’

Tra le competenze fondamentali delle Regioni c’è il servizio idrico integrato. In Veneto destra e Lega, al Governo della Regione, hanno deciso di organizzare il servizio con criteri molto costosi e poco efficienti, istituendo 8 Ambiti Territoriali Ottimali che sono stati individuati sulla base di ragioni clientelari.

Basti pensare che la delimitazione territoriale degli Ambiti non coincide con le Province e crea sovrapposizioni e conflitti di competenze. I problemi sono talmente evidenti che da più di un anno la Regione sta esaminando le proposte di riorganizzare il servizio attorno a 3 Ambiti. Purtroppo la proposta non si è ancora realizzata per le divisioni interne alla destra e alla Lega.

 

Nel frattempo, alla fine del 2009, il Parlamento ha approvato una legge che favorisce la privatizzazione della gestione del ciclo integrato delle acque e stabilisce che: le uniche forme ordinarie di affidamento saranno la gara o l’affidamento a società pubbliche/private, con la presenza di un partner privato con una quota di partecipazione non inferiore al 40%; per le società a partecipazione pubblica, già quotate in borsa alla data del 1 ottobre 2003, si mantiene l’affidamento del servizio fino alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica si riduca ad una quota non superiore al 40% entro il 30 giugno 2013 e non superiore al 30% entro il 31 dicembre 2015.

UNA LEGGE CONTRO I COMUNI

La legge è stata approvata senza il parere della conferenza Stato-Regioni ed Autonomie Locali e senza coinvolgere l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Il PD ha contrastato e ha votato contro l’approvazione della legge perché la gestione del ciclo integrato delle acque non deve essere sottratta
al controllo degli Enti locali, per garantire l’universalità del servizio, la trasparenza e
l’equità delle tariffe, l’erogazione senza interruzioni, sprechi e con efficienza.

LE NOSTRE PROPOSTE A LIVELLO NAZIONALE

  • istituire l’Autorità di regolazione per il Servizio idrico integrato, ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, che subentri alle competenze della Commissione Nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche, attribuendo ad essa la piena autonomia organizzativa, contabile e di valutazione;

  • adottare ulteriori iniziative normative volte ad escludere il bene acqua e il servizio idrico dalla normativa adottata per i servizi pubblici locali di rilevanza economica e lasciare la possibilità agli enti locali di scegliere la forma più appropriata di gestione dei propri servizi idrici, secondo la realtà territoriale;

  • reperire le risorse finanziarie necessarie da destinare alla riduzione degli sprechi e agli investimenti per migliorare la rete idrica nazionale, al fine di garantire un efficiente servizio ai cittadini ed evitare la dispersione di un bene che non è illimitato.

 

LE NOSTRE PROPOSTE A LIVELLO LOCALE

  • rafforzare il ruolo di regolazione, pianificazione e controllo dell’Autorità d’Ambito Territoriale, mantenendo la presenza fondamentale dei Comuni nel ruolo di garanti del servizio idrico;

  • estendere la dimensione degli Ambiti, superando così l’attuale diversità di servizio nei vari territori della Provincia di Padova. La Regione deve costituire da subito Ambiti provinciali per poi accorparli;

  • costituire un gestore unico a livello provinciale, per aumentare l’efficienza gestionale e permettere economie di scala;

  • porre l’obiettivo di una tariffa provinciale unica da rendere operativa in un arco temporale medio-lungo, in modo tale da non essere eccessivamente onerosa per alcuni territori;

  • rendere operativa la Carta dei Servizi da parte degli Aato, a tutela dei cittadini e della qualità dei servizi.

 

L’ESEMPIO E L’ESPERIENZA DEI COMUNI DEL PIOVESE

L’esperienza della fusione della vecchia società dei Comuni del Piovese (APGA) con la società di Padova (ACEGAS-APS) dimostra che le nostre proposte sono l’unica strada per migliorare la qualità del servizio e ridurre gli sprechi.

Come è noto, dopo anni di battaglie dei cittadini, e grazie all’impegno e alla lungimiranza degli amministratori dei Comuni del Piovese, all’epoca quasi tutti del centrosinistra, e in particolare di Mauro Bortoli, consigliere d’amministrazione dell’Autorità d’Ambito ed esperto conoscitore della materia, la gestione del servizio nel Piovese è passata ad Acegas-Aps. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tariffe più basse, qualità migliore, maggiori investimenti. Questo esempio potrà essere esteso a tutta la Provincia, favorendo accordi e accorpamenti tra i diversi gestori nell’interesse dei cittadini e degli enti locali.

 

IDEE E PROPOSTE PER UN SERVIZIO IDRICO PUBBLICO, EFFICIENTE E DI QUALITA’

 

Tra le competenze fondamentali delle Regioni c’è il servizio idrico integrato. In Veneto destra e Lega, al Governo della Regione, hanno deciso di organizzare il servizio con criteri molto costosi e poco efficienti, istituendo 8 Ambiti Territoriali Ottimali che sono stati individuati sulla base di ragioni clientelari. Basti pensare che la delimitazione territoriale degli Ambiti non coincide con le Province e crea sovrapposizioni e conflitti di competenze. I problemi sono talmente evidenti che da più di un anno la Regione sta esaminando le proposte di riorganizzare il servizio attorno a 3 Ambiti. Purtroppo la proposta non si è ancora realizzata per le divisioni interne alla destra e alla Lega.

 

 

Nel frattempo, alla fine del 2009, il Parlamento ha approvato una legge che favorisce la privatizzazione della gestione del ciclo integrato delle acque e stabilisce che: le uniche forme ordinarie di affidamento saranno la gara o l’affidamento a società pubbliche/private, con la presenza di un partner privato con una quota di partecipazione non inferiore al 40%;
per le società a partecipazione pubblica, già quotate in borsa alla data del 1 ottobre 2003, si mantiene l’affidamento del servizio fino alla scadenza prevista nel contratto di servizio, a condizione che la partecipazione pubblica si riduca ad una quota non superiore al 40% entro il 30 giugno 2013 e non superiore al 30% entro il 31 dicembre 2015.

UNA LEGGE CONTRO I COMUNI


La legge è stata approvata senza il parere della conferenza Stato-Regioni ed Autonomie Locali e senza coinvolgere l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani.

Il PD ha contrastato e ha votato contro l’approvazione della legge perché la gestione del ciclo integrato delle acque non deve essere sottratta
al controllo degli Enti locali, per garantire l’universalità del servizio, la trasparenza e
l’equità delle tariffe, l’erogazione senza interruzioni, sprechi e con efficienza.

LE NOSTRE PROPOSTE A LIVELLO NAZIONALE

 

  • istituire l’Autorità di regolazione per il Servizio idrico integrato, ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, che subentri alle competenze della Commissione Nazionale per la vigilanza sulle risorse idriche, attribuendo ad essa la piena autonomia organizzativa, contabile e di valutazione;

  • adottare ulteriori iniziative normative volte ad escludere il bene acqua e il servizio idrico dalla normativa adottata per i servizi pubblici locali di rilevanza economica e lasciare la possibilità agli enti locali di scegliere la forma più appropriata di gestione dei propri servizi idrici, secondo la realtà territoriale;

  • reperire le risorse finanziarie necessarie da destinare alla riduzione degli sprechi e agli investimenti per migliorare la rete idrica nazionale, al fine di garantire un efficiente servizio ai cittadini ed evitare la dispersione di un bene che non è illimitato.

 

 

LE NOSTRE PROPOSTE A LIVELLO LOCALE

 

  • rafforzare il ruolo di regolazione, pianificazione e controllo dell’Autorità d’Ambito Territoriale, mantenendo la presenza fondamentale dei Comuni nel ruolo di garanti del servizio idrico;

  • estendere la dimensione degli Ambiti, superando così l’attuale diversità di servizio nei vari territori della Provincia di Padova. La Regione deve costituire da subito Ambiti provinciali per poi accorparli;

  • costituire un gestore unico a livello provinciale, per aumentare l’efficienza gestionale e permettere economie di scala;

  • porre l’obiettivo di una tariffa provinciale unica da rendere operativa in un arco temporale medio-lungo, in modo tale da non essere eccessivamente onerosa per alcuni territori;

  • rendere operativa la Carta dei Servizi da parte degli Aato, a tutela dei cittadini e della qualità dei servizi.

 

L’ESEMPIO E L’ESPERIENZA DEI COMUNI DEL PIOVESE

 

L’esperienza della fusione della vecchia società dei Comuni del Piovese (APGA) con la società di Padova (ACEGAS-APS) dimostra che le nostre proposte sono l’unica strada per migliorare la qualità del servizio e ridurre gli sprechi.

Come è noto, dopo anni di battaglie dei cittadini, e grazie all’impegno e alla lungimiranza degli amministratori dei Comuni del Piovese, all’epoca quasi tutti del centrosinistra, e in particolare di Mauro Bortoli, consigliere d’amministrazione dell’Autorità d’Ambito ed esperto conoscitore della materia, la gestione del servizio nel Piovese è passata ad Acegas-Aps. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: tariffe più basse, qualità migliore, maggiori investimenti. Questo esempio potrà essere esteso a tutta la Provincia, favorendo accordi e accorpamenti tra i diversi gestori nell’interesse dei cittadini e degli enti locali.

 

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