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PADOVA. Dal Gra all’ospedale: tutto in project financing. Grandi Opere (sulla carta) per oltre 7 miliardi di euro ruotano intorno alla Regione. Nel cambio della guardia fra Galan a Zaia, è tempo di verifiche.
I numeri parlano da soli: il mercato dei lavori pubblici in Veneto vale 3 miliardi all’anno. La Regione ne finanzia per 700 milioni. E nel 2008 (dati ufficiali) oltre il 65% delle opere pubbliche sono state realizzate con il sistema del project financing.


Dunque, Grandi Opere ma sempre sul confine fra pubblico e privato. Il «modello Passante» è stato clonato per il Grande Raccordo Anulare, per le nuove tangenziali Verona-Vicenza-Padova e per le altre super-strade.
In campo sanitario, il «modello dell’Angelo» (l’ospedale di Mestre che si affaccia su via don Giussani) fa scuola nella Bassa padovana, ma anche a Schio e Asolo, fino al progetto da 1,7 miliardi del nuovo ospedale di Padova. La Lombardia di Formigoni ha messo in cantiere 17 progetti per oltre 1,2 miliardi; il Veneto segue con 6 per 846 milioni davanti alla Toscana con 6 iniziative (546 milioni).
In teoria, con il project serve al pubblico per favorire l’attuazione di infrastrutture perché il codice dei contratti assegna ai privati il rischio d’impresa e di mercato. In pratica, la bilancia in Veneto è tutt’altro che in equilibrio: lo testimonia il Passante di Mestre che nel 2009 ha registrato il 30% in meno di traffico, con conseguente “sforamento” del piano finanziario e intervento della Regione.
Mauro Bortoli, consigliere regionale del Pd, ha firmato ieri un’interrogazione al governatore Zaia dedicata proprio all’«aggiornamento» dell’eredità Galana sul fronte delle Grandi Opere in project. «I soggetti individuati come promotori rientrano nella ristretta cerchia dei “poteri forti” del mondo economico veneto. In particolare, è eclatante il caso della Mantovani Spa finora promotrice di tutte le tre operazioni cui ha partecipato (prolungamento A27, nuove tangenziali e indirettamente nella Via del Mare). Potrebbero diventare quattro con Alvisopoli-Bibione» evidenzia Bortoli anche alla luce del Grap. «I promotori contano sul diritto di prelazione. Perfino in caso di sconfitta nella gara, viene riconosciuto dal vincitore l’importo delle spese dichiarate nella predisposizione dell’offerta. Nel 2007 la Mantovani ha registrato utili per 13,5 milioni contro i 500 mila euro del 2001» afferma il consigliere regionale.