| Debiti per 100 milioni nelle società regionali |
|
Oltre 100 milioni di debito. E' il passivo complessivo di 11 società a partecipazione regionale, fotografato al 31 dicembre 2009. «Questi numeri evidenziano come le risorse regionali vengano utilizzate per tappare i buchi delle partecipate» attacca il consigliere regionale del Partito democratico Mauro Bortoli. Si va dagli oltre 58.778.825 euro di Veneto Sviluppo ai 10 mila di Ferrovie Venete Srl. Molteplici le motivazioni che causano l'indebitamento, dall'incapacità di far fronte alla spesa corrente, agli aumenti di capitale, passando per le acquisizioni societarie e l'attivazione di fondi di rotazione. «Il "profondo rosso" nei bilanci di queste società è la ratifica del fallimento dell'apertura al privato nella gestione della cosa pubblica - sostiene Bortoli - l'unico risultato conseguito dalle partecipate sono i ricchi stipendi ai manager pagati con i soldi dei contribuenti. A questo si deve aggiungere l'incapacità di risolvere gestioni fallimentari, come nel caso della Spa Terme di Recoaro che perde soldi ormai da un decennio». Quest'ultima, al centro di un'operazione di rilancio da parte della Regione, ha debiti per 1.647.855 euro, oltre la metà del patrimonio netto, con un passivo di esercizio di 507.844 euro. Del resto, non sono necessariamente i grossi buchi, quelli di più difficile comprensione. Ad esempio, gli oltre 2 milioni di passivo nel risultato di esercizio di Veneto Sviluppo sono da attribuire alla svalutazione della partecipazione in Attiva Spa, senza la quale la società sostiene che avrebbe chiuso con un attivo di oltre 2 milioni. «Il grande indebitamento di alcune società è riconducibile a un'operatività elevata» sostiene l'assessore al Bilancio Roberto Ciambetti «Pertanto non c'è rischio default». In questo scenario, acquista valore, invece, il risultato di esercizio in perdita (pur di 21.811 euro) di Immobiliare Marco Polo Srl, società deputata all'acquisto, vendita e gestione di terreni e fabbricati, un po' come la Società edilizia Canalgrande Spa di cui sarebbe una sorta di doppione. Per questo sono in corso delle valutazioni che potrebbero portare alla cessazione della prima. «Queste magre performance sono destinate a ripetersi anche nel 2010, come risulta dall'assestamento di bilancio nel quale la Giunta destina somme ingenti a Veneto Sviluppo e all'Arpav: soldi che, invece, potevano essere "girati" ai cittadini alluvionati» incalza Bortoli. Del resto, alcune partecipate, nel 2009 hanno potuto contare su contributi regionali in conto esercizio: 75.000 euro la Rocca di Monselice, 280 mila euro Veneto Sviluppo, 600 mila Veneto Innovazione e 150 mila Veneto Nanotech. «Stiamo lavorando a un programma di riordino - ribatte Ciambetti - ma non sono questi i parametri per valutare la bontà di una società. Piuttosto stiamo considerando l'effettiva utilità e la gestione di alcune di queste»
|


















