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PADOVA . Sforare il patto di stabilità e declinare lo «stato di calamità naturale» in moneta sonante. Serve «un miliardo di euro» per sistemare le terre disastrate della Provincia. Questo il senso dell’incontro organizzato ieri mattina, in municipio, dal sindaco Flavio Zanonato. Presenti il suo vice Ivo Rossi, i parlamentari Pd Alessandro Naccarato, Paolo Giaretta e Margherita Miotto, quelli della Lega Nord Paola Goisis e Luciano Cagnin assieme a Roberto Marcato, nella veste di responsabile Enti locali del Carroccio. E poi i consiglieri regionali Antonino Pipitone, Mauro Bortoli e Claudio Sinigaglia.
«Ma porto - ha ricordato Zanonato - anche la voce di Giustina Destro e Filippo Ascierto, fuori città per impegni, che ci hanno da subito garantito il loro appoggio. Padova rispetto al resto della Provincia se l’è cavata. Ma anche per una questione di buona fortuna: bisogna mettere mano al Sistema idrico regionale. Si faccia almeno lo studio per l’idrovia, su questo marceremo tutti compatti». Ben venga poi lo «stato di calamità naturale. Ma si deve trasformare in aiuti economici e normativi. Ad esempio: molti Comuni della Provincia non possono stanziare somme, perché c’è il patto di stabilità e il loro bilancio è già chiuso in pareggio: si deve fare una deroga a questa situazione». E questa volta non c’è «divisione politica» che tenga. All’incontro, a Palazzo Moroni, erano presenti anche gli esponenti politici del Carroccio. E proprio Roberto Marcato non ha usato mezzi termini: «Faremo la battaglia della vita per ottenere i soldi dal Governo. Chiediamo solo di trattenere una parte degli euro che versiamo a Roma ogni anno». Se il concetto non fosse chiaro, ecco l’aggiunta di Marcato: «Continuano a dare milioni di euro per l’emergenza rifiuti di Napoli: una situazione che si trascina così da trent’anni e più, altro che emergenza. Quei soldi li diano a noi, invece che continuare a versarli a chi non li sa evidentemente usare». La «chiusa» di Paola Goisis: «Se serve faremo la battaglia anche contro Tremonti. Ci attiviamo subito per sederci al tavolo col governo».
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