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LAVORO E SVILUPPO: INTERVENTI URGENTI CONTRO LA CRISI

La Regione ha competenze importanti in materia di economia: ha deleghe esclusive, la gestione di ingenti risorse provenienti dalla Comunità Europea e dallo Stato, e la possibilità di legiferare in materie fondamentali come il commercio e l’artigianato.

Negli ultimi anni Lega e PDL hanno promesso e chiacchierato molto ma hanno realizzato poco. In questo periodo contrassegnato da una pesante crisi economica è invece necessario intervenire in modo concreto per sostenere le tante piccole imprese del nostro territorio.

 

La piccola e media impresa.

Le piccole e medie imprese costituiscono l’ossatura e il motore della nostra economia. Sono anche le imprese che maggiormente stanno pagando la crisi e quindi hanno bisogno di un sostegno in questo momento di difficoltà.

 

Le nostre proposte:

  • Innovazione: dalla crisi si esce solo con prodotti più innovativi e di maggior qualità; è un sogno pensare di arginare con dazi o trucchi la capacità produttiva dei nuovi competitori (Cina, India, Brasile, Asia Orientale). La Regione deve favorire le relazioni e i rapporti tra le aziende le università. Non servono progetti faraonici né finanziamenti a pioggia di interventi piccoli; bisogna invece mettere in connessione aziende e università sostenendo i progetti e le ricerche migliori, consentendo anche alle piccole e medie imprese di accedere ai fondi.

  • Credito: serve sostenere le aziende che oggi faticano ad ottenere il credito bancario. In questo senso è importante spingere le aziende ad una maggiore capitalizzazione ma soprattutto utilizzare fondi pubblici per garantire le richieste di accesso al credito (fondi di rotazione, sostegno ai confidi). La Regione in questi anni ha promesso tanto ma fatto nulla; basti pensare alla vicenda di Veneto Sviluppo.

  • Formazione: il nostro tessuto imprenditoriale è cresciuto anche grazie ad una capillare rete formativa fatta da istituti tecnici di primaria capacità e di una ramificata presenza di enti di formazione capaci di rispondere alle tante e diverse necessità formative delle aziende. Deve essere rafforzata la relazione tra pubblico e privato e in parte razionalizzato il sistema privato che non sempre ha dimostrato i requisiti e le competenze necessarie.

  • Infrastrutture: non basta il passante di Mestre. Le due priorità per il nostro territorio sono il completamento della Statale 10 e la nuova tangenziale di Padova. Inoltre devono essere potenziati i servizi di trasporto pubblico (treni, autobus taxi) che permettono una mobilità più sostenibile ed economica e al passo con le dinamiche europee. E’ fondamentale investire di più sul trasporto ferroviario, completando l’Alta velocità, potenziando i treni ragionali per i pendolari e collegando l’aeroporto di tessera con Mestre. La Regione deve sostenere anche il trasporto urbano su rotaia collaborando con i Comuni, come Padova, che hanno realizzato linee tramviarie.

  • Il nuovo ospedale di Padova. Padova, grazie al ruolo dell’Università, dell’Azienda sanitaria e dell’Istituto Oncologico Veneto, nel corso degli anni è diventata la capitale regionale della sanità e della ricerca medica. Per mantenere e migliorare i livelli d’eccellenza raggiunti il Comune ha da tempo individuato l’area per realizzare un nuovo ospedale. Adesso, dopo anni di promesse non mantenute del Governatore Galan e dei suoi assessori, la Regione deve finanziarne la realizzazione.

  • Capitale umano: la Regione deve favorire la permanenza di giovani laureati negli istituti universitari del nostro territorio, finanziando i progetti migliori e sostenendo le facoltà che investono di più in innovazione e ricerca. Inoltre la Regione, in collaborazione con le Università e i parchi scientifici e tecnologici, deve favorire la costituzione di una struttura universitaria regionale di ricerca e formazione scientifica, sul modello del Politecnico di Torino e di analoghe esperienze presenti in altri Paesi europei.

  • Export: è necessario che la Regione si attivi per sostenere le esportazioni. Deve essere varata l’Agenzia per l’internazionalizzazione che da 8 anni è bloccata. In questa direzione è importante non creare un carrozzone ma una struttura, gestita dalle associazioni di categoria e dalle camere di commercio, che sia in grado di collaborare con le aziende private che nel territorio hanno sviluppato grandi competenze in materia di export.

  • Prodotti sanitari e settore medicale: a Padova uno dei settori economici strategici e in via di sviluppo è quello medicale e dei prodotti sanitari: letti, fiale, boccette, protesi, strumenti medici, ecc. Inoltre esiste un distretto del Biomedicale e in futuro verranno realizzate strutture sanitarie importanti come il nuovo ospedale e la torre della Fondazione Città della speranza (200 ricercatori concentrati in un'unica struttura). E’ necessario che la Regione sostenga questo settore con importanti investimenti.

 

Artigianato.

Le piccole imprese artigiane sono quelle che più di tutte stanno pagando la crisi economica e quelle che meno sono sostenute dallo stato. Il principale problema che è vissuto dalle imprese è quello dell’accesso al credito e in questo senso si dovrebbero usare strumenti che la Regione possiede (fondi europei e Veneto Sviluppo) per favorire il rapporto tra Banche e Imprese.

Le tante difficoltà che le imprese vivono stanno facilitando percorsi di aggregazione tra le imprese e di crescita dimensionale: in questa direzione sarebbe importante avere politiche fiscali e di incentivo a queste soluzioni.

In particolare è necessario intervenire in alcuni settori specifici:

  • manifatturiero (meccanica, legno, gomma plastica) vanno sostenuti e incentivati i percorsi di innovazione e l’accompagnamento all’export

  • edilizia, va regolamentato l’accesso alla professione anche con una legge regionale (basta pensare che tutti possano fare gli imprenditori edili! Servono competenza e professionalità)

Va potenziata la tutela a favore delle lavorazioni tipiche e artistiche che costituiscono una struttura di grande valenza economica con enormi potenzialità anche per il turismo.

Commercio e turismo.

Anche le attività commerciali risentono della crisi. In primo luogo va tutelato il tessuto di piccole attività commerciali. La Regione in questi anni ha permesso la realizzazione di grandi centri commerciali provocando danni enormi alle piccole e medie attività. Non devono essere più realizzati grandi centri commerciali. Servono invece interventi di sostegno economico alle attività dei centri storici (non solo della città). Va inoltre maggiormente sfruttato il turismo come opportunità per gli esercizi commerciali, potenziando la promozione del territorio veneto (non solo Venezia) e di tutta la provincia padovana.

Il turismo rappresenta infatti una grande risorsa per il futuro. La nostra provincia può rilanciare la sua vocazione che è data principalmente dal turismo religioso e monumentale. A questo si possono sommare il turismo medico e quello congressuale. Serve però una regia regionale che non penalizzi il nostro territorio a scapito di altre realtà venete meno attrezzate.

Fiere: no a Veneto city

E’ necessaria una strategia regionale di sviluppo del sistema fieristico per coordinare e potenziare le attuali strutture e manifestazioni e per coinvolgere in modo costruttivo gli operatori privati. Il progetto, sostenuto dalla Giunta regionale, di realizzare un grande complesso fieristico e commerciale nella zona della riviera del Brenta, noto anche come Veneto city, deve essere fermato perché causerebbe un danno enorme alle altre fiere, e in particolare a quella di Padova, e al tessuto del piccolo e medio commercio diffuso nei nostri territori e nei centri storici.

 

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