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LAVORO ED OCCUPAZIONE: INTERVENTI URGENTI PER I LAVORATORI E LE FAMIGLIE

Il ruolo della Regione

Nel 2009 la crisi economica internazionale ha colpito i lavoratori e le imprese del Veneto: 33.000 lavoratori dipendenti hanno perso il lavoro, 25.000 aziende hanno chiuso, ci sono state 82.000.000 di ore di cassa integrazione.

La Regione ha tra i suoi compiti lo stanziamento di risorse per lo sviluppo economico, l’occupazione, per aiutare le aziende in crisi e per agevolare il credito alle imprese.

Lega e PDL, al Governo del Veneto, hanno fatto molto poco; la Regione ha destinato allo sviluppo economico e al sostegno al lavoro meno risorse di altre grandi regioni come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte.

Nel 2010 la Regione deve voltare pagina e impegnare più risorse per sostenere le aziende in crisi, aiutare i lavoratori in cassa integrazione e i 470.000 precari che rischiano di perdere l’occupazione.

 

La crisi in provincia di Padova

La crisi a Padova e provincia ha causato un calo dell’occupazione del 2,7 % e del prodotto interno del 4,7%. Molte aziende sono entrate in stato di crisi e ci sono 20.000 lavoratori in cassa integrazione ordinaria e 5.000 in cassa integrazione straordinaria. In particolare hanno sofferto i settori manifatturieri e dell’edilizia. Numerose imprese storicamente radicate nel tessuto produttivo padovano e protagoniste nel mercato internazionale non sono state risparmiate dalla crisi. Altre, anche in presenza di ordinativi e di commesse di mercato, sono state soggette a piani di ristrutturazione aziendale o a cambiamenti di proprietà, con la conseguente messa in discussione dei posti di lavoro: la Lofra Cucine di Teolo, azienda leader nel settore della produzione di componenti per la cucina; la Carraro Spa di Campodarsego, azienda leader nella produzione di escavatori e macchine per l’agricoltura; la Komatsu di Este, le Fonderie Zen di Albignasego.

In altri casi le aziende sono ricorse ad un uso improprio dello strumento della cassa integrazione, laddove, per la portata delle commesse, non si poteva assolutamente parlare di crisi: è il caso della Beton rapid di Ospedaleto Euganeo.

 

Una particolare attenzione per il 2010

La Regione non può sottovalutare la situazione dinnanzi a timidi segnali di ripresa annunciati per il 2010. La crisi avrà ripercussioni sul tessuto sociale anche nel medio periodo, e trasformerà inevitabilmente anche il tessuto produttivo. E’ il caso del distretto industriale della bassa padovana e del montagnanese, dove la crisi del settore della lavorazione artigiana del legno e la prospettiva della chiusura di centinaia di piccole aziende, incapaci per la loro dimensione di superare questo momento di crisi dettato dal crollo delle esportazioni, rischia di avere ripercussioni drammatiche sull’occupazione.

 

Alcune proposte concrete per il 2010

La Regione deve:

  • stanziare maggiori risorse per sostenere le aziende in crisi attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari;

  • Favorire il credito alla piccola e media impresa e ai lavoratori in cassa integrazione, attraverso apposite convenzioni tra Vento Sviluppo e le banche;

  • estendere gli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori precari che restano senza lavoro;

  • realizzare, in accordo con le Province, corsi di formazione specifici per i lavoratori licenziati per sostenerli nella ricerca di un nuovo impiego.

 

La Regione deve fare sintesi tra i diversi soggetti coinvolti nella crisi, governare le situazioni di crisi, promuovere un coordinamento istituzionale tra sindacati, lavoratori ed imprese, che è indispensabile per salvaguardare il futuro di migliaia di posti di lavoro e per determinare lo sviluppo.

 

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