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Le recenti differenti posizioni espresse dai gruppi dirigenti del Pd sull’accordo di Pomigliano hanno evidenziato tutte le criticità del partito sulle tematiche del Lavoro. A riguardo, è bene ricordare, innanzitutto, che un soggetto politico che non abbia ancora definito la propria collocazione sociale non alcuna possibilità di espandere il suo consenso. Di conseguenza, quando si rinuncia, anche politicamente, a pensare al Lavoro come motore delle trasformazioni sociali, il tasso di democrazia del Paese inevitabilmente si abbassa. Quello che sta accadendo negli ultimi mesi alla Fiat non è tanto la messa in discussione delle pause lavorative, dell’organizzazione della mensa o, più in generale, dei turni di lavoro negli stabilimenti del gruppo: il vero nodo del modello Marchionne è che il lavoratore non viene più concepito come tale, ma diventa un ingranaggio funzionale unicamente al prodotto, proprio come avveniva nella manodopera di ottocentesca memoria.
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Sono nato a Padova il 21 febbraio 1956, sono sposato con Sara e mi sono avvicinato alla politica negli anni delle scuole superiori. Ho partecipato attivamente al movimento pacifista contro l'istallazione dei missili a Comiso. In seguito ho aderito al PCI, al PDS e ai Democratici di Sinistra ricoprendo ruoli di dirigente negli anni 90 tra i quali Segretario Regionale e Membro della Direzione Nazionale.
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